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Incremento delle raccolte

Oriana Cartaregia

Un consistente apporto alle raccolte della Biblioteca della pubblica Università si ebbe nel 1800, in seguito al passaggio a questa biblioteca dei libri dei conventi soppressi nel dipartimento del Centro.  Dalla documentazione d’archivio conservata in biblioteca risulta che i conventi di S. Siro, S. Caterina, S. Spirito, S. Giorgio, Carmine, S. Benigno, S. Paolo, Madre di Dio, Castelletto furono obbligati a trasferire immediatamente i loro libri nei locali dell’Università,  mentre i restanti conventi (S. Domenico, S. Carlo, Consolazione, S. Teodoro, S. Giacomo di Carignano, S. Maria di Visitazione, S. Maria Maddalena, N. S. degli Angeli e S. Fede) poterono tenere momentaneamente in custodia le proprie biblioteche.

Sempre in quel periodo pervennero alla biblioteca i libri della Biblioteca Aprosiana di Ventimiglia. L’incarico di incrementare con materiale dell’Aprosiana la neocostituita Biblioteca Nazionale Ligure fu affidato nel 1801 dagli organismi di governo della Repubblica al padre agostiniano Prospero Semino, docente di Etica presso l’Università di Genova.

Dichiarata nel 1801 Pubblica Biblioteca Nazionale, il governo ne sancì la titolarità a ricevere il Deposito obbligatorio dagli stampatori della Liguria.

Nel 1815, con il passaggio dei territori liguri sotto il Regno dei Savoia, come Biblioteca della regia Università di Genova, essa riprese anche nel nome il suo stretto legame con gli studi superiori, peraltro mai perso.

L’aumento esponenziale del patrimonio (anche se molti “doppioni” furono venduti e/o scambiati) portò, nel 1834, ad altri significativi mutamenti nella storica “libraria”: grazie all’abbattimento di una paratia e a lavori di ampliamento la sala passò dagli originali 15 metri circa di lunghezza agli attuali 24,20 metri della Sala III. Anche la scaffalatura in radica di noce fu ricostruita per adattarla alla nuova sala riprendendo gli elementi settecenteschi preesistenti.

Infine, altro evento significativo nella formazione delle raccolte ottocentesche fu l’acquisizione, nel 1868, dei libri delle ultime congregazioni religiose soppresse con la legge n. 3036 del 7 luglio 1866. La notizia, data dal Celesia (E. Celesia. La Biblioteca Universitaria di Genova. Cenni storici dalle origini fino al 1883, Genova 1884) e ripresa da altri successivi repertori, trova riscontro nella documentazione d’archivio. Con due lettere al Rettore dell’Università di Genova, datate 29 gennaio 1868, il ministro della Pubblica Istruzione notifica il passaggio alla Biblioteca Universitaria di Genova e alla Biblioteca Civica Berio dei libri delle seguenti corporazioni soppresse:  Barnabiti di S. Bartolomeo degli Armeni,  Minori Riformati della Pace, Minori di Gesù e Maria, Convento di S. Nicolò di Borzoli e Missionari di Fassolo. Furono circa tredici mila i volumi che si aggiunsero alle raccolte della biblioteca.

Il patrimonio ebbe nell’Ottocento anche l’incremento naturale dovuto ad acquisti, donazioni e lasciti, tra i quali meritano di essere ricordati in particolare: l’acquisto Botto del 1835, determinante per la comprensione dei libri di antiquaria della biblioteca, e il lascito del botanico spezzino Domenico Viviani, vissuto tra il 1772 e il 1840. Splendida raccolta, quest’ultima, di antichi e preziosissimi volumi di botanica dei maggiori scienziati dei secoli XVI-XVIII, comprendente non meno di 2000 volumi, donati dal Viviani per testamento (1839) al re Carlo Alberto, il quale ne fece dono l’anno successivo alla Biblioteca.

Attorno al 1840 era stato intanto avviato un nuovo catalogo, che fu completato nel 1854 o poco dopo (Bibliothecae R. Athenaei Genuensis Catalogus ordine alphabetico dispositus), in 11 volumi in folio, a cui nel 1865 fu aggiunto un Supplemento, curato da Emanuele Celesia. Questo catalogo, tranne qualche eccezione, presenta già le segnature attuali e, continuamente incrementato negli anni successivi, fu utilizzato per numerosi anni.

All’inizio del Novecento esso fu sostituito da un nuovo catalogo (Staderini), rimpiazzato negli anni Sessanta dal catalogo a schede internazionali, oggi in via di recupero nel più attuale catalogo in linea (Opac).

Già nei primi decennni del Novecento il continuo ampliamento dei fondi  librari pose il problema dell’insufficienza dei locali. Dopo varie ipotesi, la soluzione fu individuata destinando l’ex chiesa del Collegio dei Gesuiti a nuova sede della biblioteca.

Con il progetto di ristrutturazione si adottò una soluzione considerata al tempo di avanguardia: la navata della chiesa venne divisa orizzontalmente per ospitare il magazzino librario, costituito da una struttura metallica antisismica e autoportante di quattro piani; nella parte superiore, la sala di lettura.

I nuovi locali furono inaugurati nel dicembre 1935.

Dal 1975 la Biblioteca è un istituto periferico del Ministero per i Beni e le Attività Culturali, istituito in tale data.

Maggiore istituto bibliografico della Liguria, titolare del Deposito legale degli stampati della Regione Liguria, la Biblioteca possiede oggi circa 600.000 unità tra volumi, opuscoli, manoscritti, incunaboli, cinquecentine, autografi, periodici.

A breve trasferirà patrimonio librario e nuovi servizi all’utenza presso l’edificio dell’ex Hotel Colombia all’uopo ristrutturato.


 SCHEDE CATALOGRAFICHE

Catalogo del 1854

S. Maria di Visitazione

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