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I libri di antiquaria

Alberta Bedocchi, Oriana Cartaregia

Lo studio condotto sulle opere di antiquaria nei fondi della Biblioteca Universitaria di Genova ha permesso di quantificare questa particolare raccolta libraria, evidenziandone l’insospettata consistenza. É stato possibile infatti enucleare ben 374 opere di antichistica, fra libri e dissertazioni di più breve respiro, ed accertare nel contempo che circa tre quarti di queste opere  erano già segnalate nella copia grande del più antico catalogo settecentesco. Questi libri risultano inoltre quasi tutti trascritti nel successivo catalogo del 1854: complessivamente sono state riscontrate poche discordanze e pochi esemplari perduti.

Più difficile si è presentata, invece, l’indagine relativa all’origine di questi libri: le lacune delle più antiche registrazioni d’ingresso e la dispersione dei cataloghi delle librerie confluite con le soppressioni conventuali non hanno consentito di delineare un quadro preciso delle provenienze.

Solo la visione diretta degli esemplari, con il rilevamento delle indicazioni di possesso, ha consentito di ricavare  qualche dato in tal senso.

Fra gli esemplari di provenienza ecclesiale emergono quantitativamente, come era naturale attendersi, quelli del Collegio gesuitico genovese e della Casa Professa, a cui vanno aggiunti un libro proveniente dal collegio sanremese e uno dal collegio gesuitico di Bastia, in Corsica.  Si tratta di buone edizioni di opere di qualità nell’ambito antichistico.

Si possono segnalare una copia del trattato di Lazare Baïf sull’abbigliamento e sulla marineria antica, un’edizione veneziana del diffuso catalogo mitografico del Cartari, il repertorio iconografico-numismatico di Hubertus Goltz con le bellissime incisioni colorate di ritratti imperiali romani; e ancora, una delle prime edizioni della topografia di Roma antica di Bartolomeo Marliani e il trattato di Pierio Valeriano Bolzani sul presunto simbolismo dei geroglifici.

Fra le seicentine, meritano attenzione il trattato del gesuita francese Nicolas Caussin (altra opera sul presunto simbolismo dei geroglifici egizi), una più aggiornata topografia di Roma antica a cura di Alessandro Donati, tre opere del gesuita Athanasius Kircher, insieme al catalogo della Wunderkammer da lui creata al Collegio Romano.

Ben rappresentate anche le opere di numismatica, con una bella edizione per i tipi Aertssens di Anversa, comprendente i Dialoghi di Antonio Agustin e il catalogo della collezione numismatica Croy Arschot incisa da Jacob de Bye curato da Albert Rubens, la ricca silloge monetale di Pierre Seguin e quella della collezione numismatica dei Farnese a Parma a cura di Paolo Pedrusi, lussuosa edizione in dieci grandi in folioche veniva esclusivamente concessa in dono dai duchi in segno di particolare riconoscimento.

Dal collegio gesuitico di S. Romolo proviene invece un’antica edizione dell’Italia illustrata di Flavio Biondo; dal collegio di Bastia proviene il bel catalogo numismatico di Francesco Mediobarbus, edito nel 1683 sulla base di quello cinquecentesco di Adolf Occo.

Più rarefatte, naturalmente, ma non meno prestigiose le edizioni settecentesche di provenienza gesuitica: da segnalare il nuovo catalogo del Museo Kircheriano a cura di Filippo Buonanni e la monumentale enciclopedia antiquaria del Montfaucon in dieci volumi più supplementi.

Non si può infine escludere che anche altre opere fra quelle registrate nell’antico catalogo Oderico alla fine del Settecento provenissero dalla “libreria” del collegio gesuitico genovese o da quelle liguri confluite, ma è possibile che gli esemplari originali siano stati sostituiti da doppioni, pervenuti nel frattempo attraverso altri canali, ritenuti migliori per caratteristiche di edizione o di stato di conservazione: non sono infrequenti nella copia più grande presa in esame del catalogo Oderico, infatti, correzioni e sovrapposizioni di titoli su quelli più antichi.

Fra gli altri libri di provenienza accertata, vanno segnalati quelli delle librerie agostiniane e in primo luogo quelli del convento genovese di S. Maria di Visitazione, acquisiti dalla Biblioteca Nazionale, poi Universitaria, nell’anno 1800.  Si tratta anche in questo caso di opere interessanti, come il repertorio Rouilleiconografico imperiale inciso da Giovan Battista Cavalieri, il trattato storico numismatico di Marc Laurin illustrato da Hubertus Goltz e dedicato all’età cesariana, e di un’edizione cinquecentesca del lessico di antichità romane del Rosinus (J. Rossfeld).

Da altri conventi provengono singoli libri, fra i quali vanno almeno citati due repertori iconografici imperiali (Rouille e Strada) provenienti dalla Biblioteca Aprosiana  di Ventimiglia, e un’edizione del libro di Onofrio Panvinio sui circhi romani, appartenuto allo stesso Angelico Aprosio.

L’insieme di libri più precisamente identificabile, tuttavia, è quello proveniente dal cosiddetto fondo Botto contenente i volumi di Francesco e Giovanni Carrega nipoti di Gaspare Luigi Oderico.

Questo gruppo di libri da solo costituisce la parte quantitativamente più rilevante della raccolta settecentesca.

Non tutti i libri corrispondenti alle 167 edizioni elencate nel catalogo Botto recano però la nota di possesso Carrega: alcuni sono privi di indicazioni di provenienza, altri hanno note di possesso diverse. Non è possibile accertarne il motivo: forse i libri con nota di possesso diversa da Carrega erano entrati a far parte della raccolta Oderico-Carrega dopo la morte di Francesco Carrega, acquistati dai successivi proprietari, oppure poiché esistevano già altre copie di queste opere, quelle ‘doppie’ del fondo Botto furono rivendute, secondo una pratica abituale in Biblioteca. Un’altra ipotesi, assai più labile, è che questi libri si trovassero effettivamente nelle biblioteche Oderico o Carrega, pur non appartenendovi in origine, e che la morte del proprietario ne abbia fermato la restituzione.

Con trascurabili eccezioni, tutti i libri del fondo Botto risultano comunque trascritti sul Catalogo Oderico, con grafia e segnatura posteriore all’originale, a duplice conferma che il fondo venne effettivamente acquisito nel 1835, anno nel quale evidentemente il Catalogo Oderico era ancora in uso. Va tuttavia precisato che fra i libri di soggetto antiquario il fondo Botto ne comprende anche alcuni con data di edizione posteriore alla morte sia di Gaspare Luigi Oderico sia del nipote Francesco Carrega; pertanto la raccolta dovette essere incrementata anche dopo i due primi proprietari, a dimostrazione che ancora nella prima metà dell’Ottocento sopravviveva il ‘gusto per l’antico’, testimoniato sul territorio genovese sia all’interno che all’esterno dei palazzi patrizi e nelle antiche strade.

SCHEDE

Lazar De Baïf, De re vestiaria vascularia & nauali …

G. P. Dalle Fosse (Giovanni Pierio Valeriano Bolzani), Hieroglyphica siue de sacris Aegyptiorum literis commentarii

Filippo Buonanni, Musaeum Kircherianum

Flavio Biondo, Italia illustrata

Vincenzo Cartari, Le imagini de i dei de gli antichi

Nicolas Caussin, Symbolica Aegyptiorum sapientia

Giovanni Battista Cavalieri, Romanorum imperatorum effigies

Alessandro Donati, Roma vetus ac recens

Hubert Goltz, Le viue imagini di tutti quasi gl’imperadori

Athanasius Kircher, Romani Collegii Societatis Jesu Musaeum celeberrimum

Marc Laurin, C. Iulius Caesar siue historiae imperatorum Caesarumque Romanorum ex antiquis numismatibus

Giovanni Bartolomeo Marliani, Vrbis Romae topographia

Bernard De Montfaucon, L’Antiquité expliquée et representée en figures

Adolf Occo, Imperatorum Romanorum numismata

Onofrio Panvinio, De ludis circensibus, libri II. De triumphis, liber I

Paolo Pedrusi, I Cesari … raccolti nel Farnese Museo

Johann Rossfeld, Romanarum antiquitatum libri decem

Guillaume Rouille, Promptuaire des médailles

Pierre Seguin, Selecta numismata antiqua

Jacopo Strada de Rosemberg, Epitome du thresor des antiquitez

S. Maria di Visitazione

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