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IL PENSIERO LAICO E I PERSONAGGI DELLA PALETNOLOGIA IN LIGURIA

Giorgia Teso

Il confronto tra “idea” e “materia” ha consentito solo in fasi molto recenti l’affrancamento laico della ricerca e l’interpretazione dei risultati delle indagini scientifiche.
Questa sezione contiene descrizioni dei successi e delle piccole o grandi “lotte per l’esistenza” del pensiero laico, che gli studiosi di paletnologia dovettero affrontare, in Liguria proprio come altrove. Si citano le esperienze di Giovanni Capellini, Arturo Issel, Don Nicolà Morelli e Luigi Bernabò Brea.


Giovanni Capellini (1833-1922)

Giorgia Teso

Giovanni Capellini ebbe una vita e una carriera scientifica molto lunghe. Nato a La Spezia in pieno Positivismo, darwinista convinto, si inserì nel panorama culturale europeo ed internazionale. Primo docente di geologia dell’Università di Bologna, preside e rettore per oltre sessant’anni, scrisse oltre duecento memorie. Fu viaggiatore instancabile, svolse ricerche in diversi paesi del mondo e collezionò fossili, minerali e campioni di rocce, visitando collezioni private e pubbliche. Fondò il grande museo di paleontologia di Bologna. Si occupò di geologia, paleontologia, paletnologia, paleoantropologia, archeologia preistorica, cartografia. Nel 1863 visitò le tribù dei nativi americani Omaha e Ponca, lasciando al museo di La Spezia un’importante collezione di oggetti di quelle culture. Scrisse una sua autobiografia, Ricordi, pubblicata nel 1914, da cui emerge un carattere dotato di spiccato protagonismo che gli consentì una rapida ascesa, una passione per lo studio che arrivò a superare gli affetti famigliari e una ben scarsa attenzione verso ideali politici o aspirazioni risorgimentali, che pure si stavano realizzando in quella che Carducci, amico di Capellini a Bologna, chiamò “primavera della Patria”.

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Arturo Issel (1842-1922)

Giorgia Teso

Arturo Issel nacque a Genova l’11 aprile 1842. Fu un eminente studioso di scienze naturali; in tale veste ricoprì la cattedra di Geologia dell’Università di Genova e gettò le basi per la costruzione del Museo Geologico.
Si occupò anche di archeologia preistorica e fu Presidente della Società Ligure di Storia Patria negli anni 1921-1922 [cfr. Atti della Società Ligure di Storia Patria, N.S. VIII (LXXXII) (1968), fasc. I, p. 14].
Si laureò a Pisa nel 1863 (DEL LUCCHESE – NEGRINO 2008, p. 177) e nel 1866 fu incaricato dell’insegnamento di mineralogia e geologia all’Università di Genova.

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Don Nicolò Morelli (1855-1920)

Giorgia Teso

Nicolò Morelli nacque nel 1855 e fu studente dell’Istituto Tecnico presso il Collegio Ghislieri di Finalmarina. Assunse il sacerdozio e conseguì la laurea in Scienze Naturali a Genova insieme ad Arturo Issel (DE PASCALE 2008, pp. 239-241).
Ebbe sempre l’approvazione di Issel, che lo stimò come persona diligente e meticolosa, e che di lui scriveva: “Don Morelli fece un studio diligente degli avanzi da me raccolti nelle Grotte e di quelli più abbondanti da lui stesso rinvenuti” (ISSEL 1892, p. 266); e ancora “[…] in tale occasione tra le centinaia di reperti meticolosamente recuperati, Morelli […]” (ISSEL 1886, pp.112-113); e infine nel capitolo sugli Scavi di don Morelli e d’altri Esploratori [alla Pollera]: “[…] Don Morelli fece accurate indagini nella grotta, dapprima, nell’ottobre 1885, poi, nel maggio del 1886. Gli scavi eseguiti, ora da cinque ora da quattro operai, durarono in complesso non meno di 14 giorni e fruttarono un gran numero di manufatti d’ogni maniera […]” (ISSEL 1892, p. 223).

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Scheda catalografica del manoscritto posseduto dall Biblioteca Universitaria di Genova:
Fossili rinvenuti negli scavi eseguiti dal Sac. Morelli nella caverna delle Arene Candide situata nel Finalese (provincia di Genova)

Materiale: carta e mezza/pelle, legno
Dimensioni: mm 325-487X230 [alcune tavv. sono ripieg.]
Cronologia: sec. XIX (1888)
Descrizione interna: Nicolò Morelli, Fossili rinvenuti negli scavi eseguiti dal Sac. Morelli nella Caverna delle Arene Candide situata nel finalese (Provincia di Genova) [titolo presente, c. 1r]
Descrizione esterna: Cart.; sec. XIX(1888), mm 325-487X230 [alcune tavv. sono ripiegate e rese conformi alla compagine del manoscritto], cc. n.n. 320 I. bb. le cc. 2, 22, 300-320; carte di guardia inserite nel 1996; si alternano nel corpo del ms. carte patinate (per le didascalie) e carte vergate talora recanti filigrana con le lettere “EMS” (per le tavole), fogli di velina interpolati alle carte: trattasi di 148 tavole numerate in nn. romani [I-CXLVIII], accompagnate da didascalie, disegnate da N. Morelli a grafite e a penna e colorate ad acquarello. Tutte le carte sono inquadrate a china, comprese quelle bianche. La legatura, inserita nel 1996, è in mezza pelle e carta, con assi di legno e con recupero della pelle del dorso originale a 4 nervi con compartimenti decorati in oro e recanti autore e titolo.

Il manoscritto del sacerdote Nicolò Morelli di Pietra Ligure, dottore in scienze naturali, documenta una cospicua serie di manufatti e reperti archeologici relativi agli scavi da lui effettuati nella Caverna delle Arene Candide tra il 1884 e il 1887. Le “Arene Candide” erano fino agli anni ’20 del Novecento una duna di sabbia silicea addossata al promontorio della Caprazzoppa, presso Finale Ligure (SV). I primi scavi della grotta che risulta frequentata dall’uomo a partire da un’età massima di 25.600 anni fino al tardo Impero romano, furono condotti tra il 1864 e il 1876 da Arturo Issel e dal britannico Wall.

Acquistato sul mercato antiquario dalla Biblioteca Universitaria a Genova il 28 ottobre 1994.

Galleria delle immagini – Clicca sulle immagini per vederle ingrandite.


Luigi Bernabò Brea (1910-1999)

Giorgia Teso

Nato a Genova il 27 settembre 1910, Luigi Bernabò Brea si laureò a Genova in Giurisprudenza nel 1932, ma affascinato da una conferenza di preistoria tenuta dal paletnologo Aldobrandino Mochi presso l’Università di Pisa, si iscrisse alla Facoltà di Lettere di Roma dove si laureò nel 1935 con una tesi in Topografia antica, relatore il Prof. Quirino Giglioli.
Nel 1935 divenne allievo della Scuola Archeologica di Atene (anni accademici 1935/36, 1936/37) e, sotto la direzione di Alessandro Della Seta, imparò a scavare a Poliochni, nell’isola di Lemnos. Nel frattempo studiava i vasi della necropoli di Via XX Settembre a Genova, conservati al Museo di Genova Pegli, poi pubblicati in un fascicolo del “Corpus Vasorum Antiquorum” nel 1942.

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