Uso e commercio della biacca a Genova nel XIX secolo

Caterina Olcese Spingardi

 La biacca genovese, estratta dal piombo, nell'Ottocento è un prodotto di notevole rinomanza, al punto che manifatture liguri sono premiate alle esposizioni universali. Si tratta di opifici di piccole dimensioni, che impiegavano sei-otto operai ciascuno, salvo le tre fabbriche maggiori che occupavano in tutto novanta persone; erano ubicati soprattutto nel Ponente, da   Sampierdarena a Varazze, ma anche nel Levante di Genova, ad Albaro. Le fabbriche liguri soccombono alla concorrenza delle industrie inglesi e tedesche: l'ultima chiude nel 1910.

The Genoese ceruse, extracted from lead, in the XIX century is a product considerably renown, to the point that Ligurian manufactures are rewarded at universal exibitions. They were small factories, which employed six to eight workers each, except for the three largest ones, employing ninety people all together; they were located mainly in the Western part of Liguria, from Sampierdarena to Varazze, but also in the Eastern part of Genoa, in Albaro. Ligurian factories closed in consequence of the competition caused by the British and German industries, the last one in 1910.

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